A cura di redazione

Iniziata in Novembre ed in conclusione oggi, 18 gennaio 2026, l’Umbria si è trasformata in un grande palcoscenico per l’arte contemporanea grazie a Mimmo Paladino. Antologica, una mostra diffusa che ha celebrato uno dei protagonisti più influenti dell’arte italiana degli ultimi decenni.
L’iniziativa — curata da Costantino D’Orazio e Aurora Roscini Vitali in stretta collaborazione con lo stesso artista — ha coinvolto tre delle più prestigiose sedi museali umbre: la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, la Rocca Albornoziana di Spoleto e il Palazzo Ducale di Gubbio. Lungo questo itinerario espositivo, Paladino (nato a Paduli nel 1948) dialoga con la storia, il mito e la materia attraverso oltre mezzo secolo di produzione, offrendo al pubblico un ritratto approfondito e articolato della sua lunga carriera artistica.
P U B B L I C I T A’

Allestita su più sedi e con opere provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e internazionali, l’antologica abbraccia momenti cruciali della ricerca di Paladino: dalle sperimentazioni con la fotografia negli anni ’70 alla svolta verso la figurazione negli anni ’80, passando per sculture, pitture di grande formato e installazioni che mostrano l’originalità della sua poetica.
Particolarmente suggestiva è anche l’installazione di 600 metri quadrati sulla facciata di Palazzo Baldeschi a Perugia e il nuovo progetto di luminarie artistiche nel cuore della città, che trasformano lo spazio pubblico in un’esperienza visiva immersiva.
La mostra invita a riflettere sul rapporto tra Paladino e la storia dell’arte contemporanea, esplorando le influenze della Transavanguardia — movimento di cui fu protagonista negli anni ’80 insieme a Sandro Chia, Enzo Cucchi e altri — e le sue relazioni con artisti internazionali.
Critici e appassionati hanno già definito l’antologica umbra non solo un’eccezionale rassegna d’opere, ma anche una narrazione inedita del linguaggio artistico di Paladino, capace di attraversare materiali, simboli e stratificazioni culturali con una forte carica poetica.
Con questa grande operazione espositiva, l’Umbria conferma la sua vocazione come nodo culturale dinamico, offrendo un’occasione unica per riscoprire la profondità visionaria di un artista che ha segnato la scena artistica italiana e internazionale.
