A cura di redazione

“L’arte torna investimento strategico”: intervista a Loris Zanrei, CEO di Magnolia Arte
Nel panorama in continua evoluzione del mercato artistico, tra nuove tecnologie, cambiamenti nei collezionisti e ritorno all’autenticità, abbiamo incontrato Loris Zanrei, CEO di Magnolia Arte e perito in opere d’arte e antiquariato, per analizzare le nuove tendenze e le opportunità di investimento.
Dottor Zanrei, negli ultimi anni si parla sempre più di arte come investimento. È davvero così?
Assolutamente sì. L’arte è sempre stata una forma di investimento, ma oggi è percepita in modo più consapevole. Non si tratta più solo di passione o collezionismo, ma di una vera strategia patrimoniale. In un contesto economico instabile, molti investitori vedono nell’arte un bene rifugio alternativo, capace di mantenere valore nel tempo.
Quali sono oggi i settori artistici più interessanti per chi vuole investire?
Ci sono tre direttrici principali.
La prima è l’arte contemporanea emergente, che offre margini di crescita importanti, anche se con un rischio più elevato.
La seconda riguarda il ritorno all’arte moderna del Novecento, che sta vivendo una fase di rivalutazione.
Infine, l’antiquariato di qualità, soprattutto quello certificato e con provenienze solide, sta tornando al centro dell’interesse.
Quanto conta oggi la certificazione e la perizia nelle opere d’arte?
Conta moltissimo, direi è fondamentale. Il mercato è diventato più sofisticato e anche più attento ai rischi. Una perizia professionale garantisce autenticità, stato di conservazione e congruità del prezzo. Senza questi elementi, l’investimento diventa estremamente rischioso.
Si parla molto anche di digitalizzazione e NFT. Che ruolo hanno oggi?
Gli NFT hanno avuto un boom iniziale molto forte, ma oggi il mercato si sta assestando. Non sono scomparsi, ma si stanno integrando in un sistema più maturo. La vera rivoluzione digitale, a mio avviso, è nella tracciabilità delle opere e nella trasparenza delle transazioni, più che nella speculazione pura.
Il profilo del collezionista è cambiato?
Sì, profondamente. Oggi abbiamo collezionisti più giovani, più informati e molto più globali. Utilizzano piattaforme digitali, seguono artisti emergenti e sono aperti a contaminazioni tra arte, design e moda. Inoltre, cercano opere che abbiano anche un valore identitario, non solo economico.
Quali sono le tendenze più forti del mercato artistico nel 2027?
Stiamo osservando un ritorno alla materia e all’autenticità. Dopo anni di sperimentazioni digitali, c’è un rinnovato interesse per tecniche tradizionali e opere fisiche.
Parallelamente, cresce l’attenzione alla sostenibilità, anche nel mondo dell’arte: materiali, processi e logiche espositive stanno cambiando.
Infine, vediamo una forte ibridazione tra arte e design, soprattutto in contesti come Milano.
Che consigli darebbe a chi vuole iniziare a investire in arte oggi?
Il primo consiglio è studiare: conoscere artisti, movimenti e dinamiche di mercato.
Il secondo è affidarsi a professionisti seri, evitando improvvisazioni.
Infine, suggerisco sempre di acquistare opere che piacciono davvero: l’arte deve restare anche un piacere, non solo un investimento.
Magnolia Arte come si inserisce in questo scenario?
Il nostro obiettivo è accompagnare il cliente in tutte le fasi: dalla selezione all’acquisto, fino alla valutazione e gestione dell’opera nel tempo. Offriamo consulenze personalizzate proprio per rendere il mercato dell’arte più accessibile e trasparente.
In conclusione: l’arte è più passione o investimento?
È entrambe le cose, e credo che il suo valore stia proprio in questo equilibrio. L’arte è uno dei pochi investimenti che riesce a coniugare emozione, cultura e valore economico.
