A cura di redazione

15 gennaio 2026 – Dopo mesi di attesa e prestigiose anteprime, arriva oggi nelle sale italiane “La Grazia”, l’ultimo lavoro del regista premio Oscar Paolo Sorrentino, interpretato da Toni Servillo nei panni di un Presidente della Repubblica alle prese con dilemmi morali di enorme portata.
Presentato come film d’apertura dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2025, dove è stato accolto con entusiasmo e numerosi premi per l’interpretazione di Servillo, La Grazia arriva ora nelle sale italiane distribuito da PiperFilm con una programmazione capillare in circa 500 cinema.
P U B B L I C I T A’

Una trama intensa e profondamente contemporanea
Il film racconta la storia di Mariano De Santis, immaginario Presidente della Repubblica italiano alla fine del proprio mandato. Vedovo, giurista di formazione e cattolico convinto, De Santis si trova nel delicato periodo del “semestre bianco”, quando la sua carica sta per terminare e le responsabilità pubbliche e private si intrecciano.
Al centro della narrazione ci sono due grandi dilemmi morali: la decisione di concedere o meno la grazia a due persone condannate per omicidio in circostanze controverse e l’eventuale promulgazione di una legge sull’eutanasia, un tema che il regista ha descritto come parte della complessità esistenziale e politica affrontata dal protagonista.
La relazione con la figlia Dorotea (Anna Ferzetti) e i ricordi della moglie scomparsa aggiungono una dimensione profondamente umana e intima alla figura pubblica del Presidente, trasformando il film in una riflessione sulla responsabilità, il dubbio e il sacrificio personale.
Un tono sobrio e meditativo
Diversamente da alcuni dei lavori più barocchi e visivamente opulenti del passato, La Grazia si distingue per una sobrietà narrativa che mette al centro il pensiero e la coscienza dei personaggi. La regia di Sorrentino è attenta ai silenzi, allo sguardo interiore, alle sfumature di un cinema che sa essere allo stesso tempo politico e profondamente personale.
Critici e spettatori hanno sottolineato come il film non sia tanto un trattato sulla politica italiana quanto una meditazione sull’etica delle scelte, sull’idea di perdono e sul senso di dovere che accompagna chi governa e chi ama.
Il cast e la ricezione
Accanto a Toni Servillo, da tempo volto prediletto del regista, La Grazia vede la partecipazione di Anna Ferzetti e Massimo Venturiello, oltre a un ensemble di attori che contribuiscono a dare profondità alle complesse dinamiche narrative.
Il film ha già fatto parlare di sé per la Coppa Volpi vinta da Servillo alla Mostra di Venezia e per l’acclamazione critica: un’opera che, pur ancorata a un contesto profondamente italiano, parla al pubblico internazionale attraverso temi universali.
Conclusione
Con La Grazia, Paolo Sorrentino conferma la sua capacità di esplorare la duplice natura dell’essere umano — tra ideale e imperfezione — attraverso un cinema che non teme il confronto con grandi interrogativi esistenziali. È un film che invita a pensare, discutere e sentire, portando sugli schermi una riflessione importante sul senso del potere e della grazia stessa.
