A cura di redazione

Per la prima volta nella sua lunga storia, il Museo Nacional del Prado di Madrid ha annunciato l’acquisizione di una scultura di Luisa Roldán, figura centrale della scultura barocca spagnola e una delle poche donne artiste attive nel Seicento europeo.
Un evento simbolico e culturale
L’opera entrata ora nelle collezioni del Prado è Descanso en la huida a Egipto (Riposo durante la fuga in Egitto), una scultura firmata e datata 1691, realizzata in terracotta policroma e legno.
Il pezzo è stato acquistato dal Ministero della Cultura spagnolo per 275.000 euro durante un’asta alla casa Abalarte e assegnato al museo madrileno, colmando una lacuna storica nel patrimonio del Prado.
Nonostante il nome di Luisa Roldán fosse da tempo inciso sulla facciata del museo tra quelli dei grandi maestri, fino ad oggi nessuna sua opera era presente nella collezione permanente — un paradosso che questa acquisizione finalmente risolve.
Chi era Luisa Roldán
Luisa Ignacia Roldán (1652–1706), conosciuta come “La Roldana”, è considerata la prima donna documentata a lavorare come scultrice professionista in Spagna e una figura di rilievo nel Barocco iberico.
Nata a Siviglia e formatasi nel laboratorio di suo padre, anch’egli scultore, si trasferì a Madrid dove ottenne il prestigioso titolo di “Escultora de Cámara” — scultrice di corte sotto i regni di Carlo II e Filippo V — un riconoscimento raro e importante per un’artista donna nel XVII secolo.
La sua produzione si caratterizza per una sensibilità narrativa intensa, modellato raffinato e uso vivido della policromia, qualità che emergono pienamente in Descanso en la huida a Egipto, rappresentazione della Sacra Famiglia in un momento di pausa lungo il loro viaggio verso l’Egitto.
Perché questa acquisizione è storica
L’ingresso di un’opera di Roldán nelle collezioni del Prado ha un significato culturale e simbolico di grande portata:
Colma una lacuna nella narrazione istituzionale dell’arte spagnola. Nonostante il nome dell’artista fosse associato al museo, mancava una sua opera nelle collezioni permanenti. Rende visibile il contributo femminile alla scultura barocca, tradizionalmente raccontata soprattutto attraverso figure maschili. Arricchisce il dialogo tra scultura e pittura del Barocco spagnolo, tema di grande rilievo nelle collezioni del Prado, permettendo confronti con i linguaggi plastici di artisti come Gregorio Fernández e contemporanei pittori come Luca Giordano.
Inoltre, la conservazione sorprendentemente buona della policromia — raramente così ben preservata nelle sculture barocche — offre un’opportunità straordinaria per studiare le tecniche e le scelte cromatiche dell’epoca.
Un passo verso una storia dell’arte più inclusiva
L’operazione del Prado va oltre il semplice arricchimento patrimoniale: è un atto di riconoscimento critico e storico, che valorizza la figura di una donna artista spesso trascurata dalle grandi narrazioni museali tradizionali.
Con questa acquisizione, la scultrice Luisa Roldán non solo entra fisicamente nelle sale di uno dei musei più prestigiosi del mondo, ma trova anche il suo giusto posto nella storia universale dell’arte barocca — un segno tangibile di come il patrimonio culturale possa essere riletto per includere voci e talenti finora marginalizzati.
