Screenshot
A cura di redazione

Per oltre trent’anni il nome di Banksy è stato sinonimo di anonimato. Lo street artist più famoso e influente del pianeta ha costruito la propria leggenda sull’assenza di un volto, lasciando che fossero solo le sue opere – provocatorie, politiche e spesso ironiche – a parlare al posto suo. Ora, però, quel mistero che ha alimentato libri, documentari e infinite speculazioni potrebbe essere arrivato a una svolta.

Una lunga e approfondita inchiesta condotta dall’agenzia internazionale Reuters sostiene infatti di aver individuato l’uomo che si nasconde dietro lo pseudonimo. Secondo il lavoro investigativo dei reporter, il vero nome dell’artista sarebbe Robin Gunningham, graffitista nato a Bristol nel 1973, che nel corso degli anni avrebbe utilizzato anche l’identità di David Jones.
L’indagine sarebbe il risultato di mesi di verifiche e analisi incrociate. I giornalisti hanno raccolto testimonianze sul campo, confrontato fotografie e video girati in diversi contesti legati alla street art e consultato documenti giudiziari. Tra questi figurerebbe anche un vecchio verbale di polizia in cui l’artista avrebbe ammesso un reato minore di disordine pubblico. Secondo Reuters, proprio quel documento rappresenterebbe uno degli elementi più solidi per collegare il nome di Gunningham alla figura di Banksy.
Il sospetto sull’artista di Bristol, in realtà, non è del tutto nuovo. Già nel 2008 il tabloid britannico Daily Mail aveva indicato Gunningham come possibile identità dello street artist dopo un’inchiesta durata circa un anno. All’epoca il giornale dichiarò di essere arrivato “il più vicino possibile” alla soluzione del mistero, senza però ottenere una conferma definitiva.
La forza del mito di Banksy, del resto, è sempre stata proprio la sua invisibilità. Dalle prime apparizioni nei muri di Bristol negli anni Novanta fino alle installazioni clandestine nei musei e alle opere comparse improvvisamente in città di tutto il mondo, l’artista ha sempre evitato qualsiasi esposizione pubblica diretta. Persino nei momenti di maggiore notorietà, come la celebre autodistruzione dell’opera Girl with Balloon durante un’asta nel 2018, il suo volto è rimasto rigorosamente nascosto.
Nonostante le nuove rivelazioni, resta ancora un margine di incertezza. Né Banksy né il suo entourage hanno mai confermato ufficialmente l’identità dell’artista. Ed è proprio questa ambiguità ad aver contribuito a rendere la sua figura una delle più affascinanti e enigmatiche della cultura contemporanea.
Se le conclusioni dell’inchiesta dovessero essere confermate, uno dei segreti più celebri dell’arte moderna sarebbe finalmente risolto. Ma è anche possibile che, come già accaduto in passato, il mito di Banksy continui a vivere proprio grazie al dubbio che ancora lo circonda. Perché, nel mondo della street art, l’anonimato non è solo una protezione: è parte integrante dell’opera.
